Per chi non ha problemi di logica e ha buona volontà qualsiasi linguaggio è facile (+o-) anche nella maggiorparte dei casi richiede comunque molto tempo per essere appreso.
Il miglior linguaggio di programmazione è sempre quello più adatto all’applicazione che si vuole creare e alle proprie esigenze, non esiste quindi un linguaggio di programmazione che sia in assoluto migliore di tutti.
Se si vuole fare un software che sia compatibile con tutti i sistemi operativi e non si vuole riscriverlo 100 volte si può utilizzare java.
Java però gira su una virtual machine e non è adatto per applicazioni che richiedono molte risorse.
Se le prestazioni sono importanti, linguaggi come C, C++ o C# sono l’ideale. Alcuni sistemi operativi, applicazioni di matematica e fisica e molti videogiochi utilizzano proprio questi linguaggi.
Se non ci si vuole impegnare Visual Basic è l’ideale.
Per una piccola applicazione web php è una delle migliori soluzioni perchè è semplice e pratico ma se si vuole affidabilità o si vuole creare qualcosa di più complesso meglio utilizzare JSP (Java). Php ad esempio non supporta nativamente i threads, ad oggi, ma solo come package aggiuntivo e sperimentale.
Se si vuole creare un’applicazione che gira su un browser le alternative principali sono flash, java e javascript.
(Giusto perchè molti fanno un po di confusione HTML NON è un linguaggio di programmazione e Javascript non ha niente a che fare con Java.)
Se non si sa con che linguaggio partire suggerisco Java, perchè è completo, relativamente semplice, popolare, quindi con una vasta documentazione, e permette di creare le applicazioni più disparate dal banner animato in una pagina web ai giochi per cellulare.
I linguaggi più semplici sono quelli che richiedono meno conoscenze e meno attenzione nella scrittura del codice, alcuni esempi potrebbero essere php e perl.
Ad esempio in questi linguaggi non ci sono problemi a fare qualcosa del genere:
$variabile = 1;
$variabile = “ciao”;
per una cosa del genere il gcc fa uscire una mano dal monitor e vi strangola.
C++, Java e simili sono gia più difficili, servono delle basi, bisogna aver ben chiaro il concetto di programmazione ad oggetti ma soprattutto esistono molte api (application programming interface) sia ufficiali che non per fare un po di tutto e la mole di nozioni che bisogna acquisire è vasta.
Non disperate, non c’è niente che non si risolva con un po di buona volontà.
Un esempio di linguaggio ostile potrebbe essere l’assembly, perchè non solo bisogna preoccuparsi del codice ma è strettamente legato all’architettura della macchina sulla quale si fa girare l’applicazione.
Per fortuna i vari linguaggi più evoluti servono proprio a non utilizzare assembly che si usa solo quando non ci sono altre alternative.
Altri linguaggi come pl/sql hanno una scarsa documentazione e per questo risultano più complicati, e a proposito di pl/sql se si vuole gesire un gran numero di dati si deve per forza imparare un linguaggio per l’interrogazione dei database.
In linea di massima quando si conoscono le basi della programmazione basta avere la documentazione a portata di mano per programmare in qualsiasi linguaggio, per questo prima di buttarsi su qualsiasi linguaggio, anche il più semplice si dovrebbe fare un corso sulla programmazione in generale, strutture dati e algoritmi.
Se vi buttate a programmare senza sapere cosa è un ciclo while (come fanno in molti) avrete un sacco di difficoltà.
Per arrivare a definirsi un programmatore non basta comunque conoscere qualche linguaggio, il linguaggio di programmazione è solo il modo in cui si concretizza un concetto o un’idea ma questa idea deve essere prima formalizzata e modellata.
Studiare ingegneria del software è di vitale importanza quando si vuole fare qualcosa di più che qualche piccola applicazione.
Inoltre per ogni linguaggio esistono frameworks e librerie varie e conoscerle e saperle usare può fare la differenza tra perdere un anno e abbandonare il progetto o finirlo in un mese.